Privacy Policy
Lipostruttura del seno
4 Maggio 2017
Mastoplstica Riduttiva
4 Maggio 2017

Mastopessi

E’ l’intervento di scelta per chi si ritrova un seno sfiorito, spesso dopo abbondanti perdite di peso, l’ allattamento oppure a causa del riassorbimento del grasso e dell’involuzione della ghiandola mammaria ed del suo scivolamento verso il basso dovuto all’età.

Nell’intervento di mastopessi, si rimodella l’intera ghiandola ed i tessuti attorno alla ghiandola per risollevare il seno.

Più il seno sarà “cadente” e maggiori dovranno essere le cicatrici che come per la mastoplastica riduttiva potranno essere di quattro tipi: Solo periareolare, periareolare più una verticale, periareolare con cicatrice ad “L”, oppure periareolare con cicatrice a “T” invertita.

Spesso, se la mammella non ha un volume sufficiente, per limitare la lunghezza delle cicatrici e per guadagnare volume, si associa la tecnica aumentativa con protesi. Che serve quindi a risollevare il seno ma anche a riempirlo e a proiettarlo in alto ed in avanti.

TECNICA

Mantenendo il volume mammario originario, si scolpisce un lembo che viene alloggiato sotto la ghiandola mammaria (Tecnica dell’autoprotesi) così da poterla sollevare e proiettare in avanti. Vengono effettuate delle suture interne per stabilizzare l’areola (tecnica Round Block) e proiettare il cono mammario.

PERIODO POST-OPERATIORIO

Va indossato un reggiseno contenitivo per un mese circa. Viene effettuata una medicazione al 5° giorno, e le suture vengono parzialmente rimosse tra il 10° e il 14° giorno per poi rimuoverle definitivamente attorno al 16°.

PROTESI

L’associazione della protesi all’intervento di mastopessi è molto utile in quanto la mammella sfiorita ha un deficit di volume, ed inoltre perché aumentando il volume si può contenere la lunghezza delle cicatrici. Nella maggior parte dei casi, l’associazione della protesi, permette di utilizzare un accesso esclusivamente periareolare quindi avere un bel risultato con la sola cicatrice attorno all’areola.

Translate »